Nei Chia (stili interni)

Innanzitutto, una premessa: con il termine Kung Fu (功夫) vengono, seppur impropriamente, identificati gli stili e i metodi di combattimento tradizionali cinesi. L’uso risulta improprio poiché “Arte Marziale” si traduce in Wu-Shu (武术), “Arte di Guerra”, laddove Kung Fu indica il raggiungimento della maestria in un qualsivoglia campo attraverso il duro lavoro. Tuttavia, pur non essendo sinonimo di arte marziale, il termine Kung Fu lo è divenuto per estensione, poiché raggiungere la maestria attraverso lo sforzo e la crescita personali è l’obiettivo ultimo di chi pratica arti marziali, qualunque sia la loro origine.

Detto ciò, il Kung Fu viene convenzionalmente suddiviso tra stili esterni (Wai Chia) e stili interni (Nei Chia), anche se i confini tra i due sono spesso molto labili, in quanto si tratta, essenzialmente, delle due parti di un tutto.

Poiché all’origine degli stili interni vi è probabilmente la fusione tra le pratiche meditative del Buddhismo e del Taoismo con quelle marziali preesistenti dei villaggi cinesi, i praticanti degli stili interni perseguono il controllo totale e continuo del corpo, seguendo i principi universali della filosofia cinese, quali T’ai Chi (suprema polarità), Wu Hsing (5 elementi), Pa Kua (otto trigrammi), con movimenti, rilassati e morbidi, ottenuti coinvolgendo l’interezza della persona. Ciò consente ai praticanti di passare con leggerezza da una tecnica all’altra, senza l’applicazione di forze, ma puntando maggiormente alla ridirezione di quella dell’avversario.

L’allenamento degli stili interni si fonda, così, sulla ricerca dell’immobilità, della lentezza dei gesti, del rilassamento del corpo, dell’elasticità e flessibilità di movimento, dell’alternanza di pieno (durezza ed esplosività) con vuoto (distensione e rilassamento) e dell’introspezione.

Ai livelli più avanzati, gli stili interni pongono meno l’accento sulla parte spirituale e iniziano a concentrarsi sulla parte maggiormente fisica e “dura”, finché la differenza con gli stili esterni appare effimera al più.

Di seguito sono elencati i principali stili interni insegnati nella Scuola Chang.

 

T’ai Chi Ch’üan (Tai Chi Chuan/Taijiquán)

Il  “Pugilato della Suprema Polarità” (太極拳) è uno degli stili interni principali, diffuso e praticato in tutto il mondo.

Il termine T’ai Chi (Taiji) significa “suprema polarità”, ed è l’elemento cardine della filosofia taoista, identificabile nella polarità Yin-Yang. La tradizione, infatti, fa risalire l’origine del T’ai Chi Ch’üan al monaco taoista, già presumibilmente maestro presso il monastero di Shaolin, Chang San Feng (張 三 丰), vissuto nel XIII-XIV secolo sulle pendici del monte Wu Tang (武 當).

È il principale stile interno insegnato nella Scuola Chang, ed è maggiormente descritto nella pagina dedicata.

 

Pa Kua Chang (Ba Gua Zhang)

Famoso stile interno di Kung Fu, il “palmo degli otto trigrammi” (八 卦 掌), si è sviluppato durante la dinastia manciù Ch’ing (1644-1911) ed è caratterizzato dalla progressione delle tecniche in movimento su di una circonferenza immaginaria, con posizioni piccole e tecniche morbide e rotonde, perlopiù effettuate con i palmi delle mani.

 

Hsing I Ch’üan (Xing Yi Quán)

L’origine del “pugilato della forma e del pensiero” (形 意 拳) è attribuita, secondo tradizione, al leggendario maestro generale Yüeh Fei 岳 飛 (1103-1142), ma talvolta anche a Ji Jike (姬际可) oppure a Bodhidharma (达摩), tuttavia lo sviluppo dello stile avvenne soprattutto nel XVII secolo. Questo stile interno è più “duro” rispetto a T’ai Chi Ch’üan o Pa Kua Chang, ed è caratterizzato da molteplici esercizi, basati sull’imitazione di modelli costituiti dai cinque elementi e da dodici animali.

 

Liang I Ch’üan (Liang Yi Quán)

Il “pugilato dei due principi” (兩 儀 拳) è uno stile interno sviluppatosi durante la dinastia manciù Ch’ing (1644-1911). Derivato dal T’ai Chi Ch’üan 太 極 拳, lo stile prevede la difesa contro due avversari.

 

Szu Hsiang Ch’üan (Si Xiang Quán)

Il “pugilato dei quattro punti cardinali” (四 象 拳) è uno stile interno  sviluppatosi durante la dinastia manciù Ch’ing (1644-1911). In questo stile, analogo allo Liang I Ch’üan 兩 儀 拳, ci si difende da quattro avversari.

 

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