Stili Esterni (Wai Chia)

Innanzitutto, una premessa: con il termine Kung Fu (功夫) vengono, seppur impropriamente, identificati gli stili e i metodi di combattimento tradizionali cinesi.

L’uso risulta improprio poiché “Arte Marziale” si traduce in Wu-Shu (武术), “Arte di Guerra”, laddove Kung Fu indica il raggiungimento della maestria in un qualsivoglia campo attraverso il duro lavoro.

Tuttavia, pur non essendo sinonimo di arte marziale, il termine Kung Fu lo è divenuto per estensione, poiché raggiungere la maestria attraverso lo sforzo e la crescita personali è l’obiettivo ultimo di chi pratica arti marziali, qualunque sia la loro origine.

Stili esterni e stili interni

Il Kung Fu viene convenzionalmente suddiviso tra stili esterni (Wai Chia) e stili interni (Nei Chia), anche se i confini tra essi sono spesso molto labili, in quanto si tratta, essenzialmente, delle due parti di un tutto.

I praticanti degli stili esterni alternano movimenti lenti e veloci, esprimendo fisicità e tempismo per colpire l’avversario dov’è più scoperto, e a tal fine questi stili si concentrano, quanto meno agli inizi, sulla parte “dura” del Kung Fu: sviluppo muscolare per dare forza, potenza e velocità ai movimenti, resistenza fisica per evitare di andare in debito di ossigeno, nonché condizionamento del corpo per resistere ai colpi.

Ai livelli più avanzati, gli stili esterni pongono meno l’accento sulla parte fisica e iniziano a concentrarsi sulla parte spirituale e morbida, finché la differenza con gli stili interni appare effimera al più.

Stili esterni nella Scuola Chang

Shaolin Ch’üan (Shaolinquán)

Il “Pugilato della Giovane Foresta” (少林拳) è senza dubbio il più conosciuto degli stili di Kung Fu, e deriva il suo nome dal monastero buddhista di Shaolin ( 林), ove hanno iniziato ad essere praticate le arti marziali cinesi dal VI secolo d.C.

È lo stile esterno principale insegnato nella Scuola Chang, ed è maggiormente descritto nella pagina dedicata.

Pa Chi Ch’üan (Bājíquán)

Il “Pugilato delle Otto Direzioni” (八 極 拳) è uno stile esterno nato nel periodo Ming (1368-1644), conosciuto per la sua pienezza della forza, la sua semplicità e le sue tecniche di combattimento.

Si narra che, quando il Pa Chi Ch’uan venne creato, il maestro che lo elaborò era rinchiuso in una prigione dal basso soffitto, e per questo lo stile si basa su posizioni costantemente basse, radicate al suolo.

La natura dello stile porta a sviluppare molta forza negli arti inferiori, rendendo le tecniche potenti ed efficaci, con rapidi spostamenti rettilinei in otto diverse direzioni (da qui il nome), imaginando di combattere contro otto diversi avversari.

Mei Hua Ch’üan (Meihuaquán)

Il “Pugilato del Fiore di Prugno” (梅 花 拳) è lo stile esterno che si fa risalire al leggendario maestro Pai Chin Tou (白 金 斗) del tempio di Shaolin, vissuto durante la dinastia Ming (1368-1644).

Il Mei Hua Ch’uan è il più morbido fra gli stili esterni e sfrutta la forza centrifuga attraverso movimenti continui e circolari, armoniosi e delicati come i petali del fiore di prugno, ma anche precisi e rapidi come il volo del falco.

Hung Ch’üan (Hongquán)

Il “Pugilato della Famiglia Hung” o “Pugilato della Grande Onda” (洪 拳) è uno stile esterno del Nord della Cina, sviluppatosi nel XVII secolo. Da non confondersi con lo stile Hung Gar (Hung Kuen/Hongjiaquán) del Sud della Cina.

Vengono studiate due forme di questo stile:

  • Sho Hung Ch’uan (Piccolo Pugilato della Famiglia Hung/Piccolo Pugilato della Grande Onda)
  • Ta Hung Ch’uan (Grande Pugilato della Famiglia Hung/Grande Pugilato della Grande Onda)
Tang Lang Ch’üan (Tánglángquán)

Il “Pugilato della Mantide Religiosa” (螳 螂 拳) insegnato nella Scuola Chang è uno stile esterno del Nord della Cina sviluppatosi nel XVII secolo, presumibilmente elaborato dal maestro Wang Lang (王 朗) attraverso l’osservazione dei movimenti degli arti superiori dell’insetto, unendoli ai movimenti delle gambe dello stile della scimmia.

 

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